LA PRIMA GUERRA MONDIALE (1914-1918). LA CONCLUSIONE DEL CONFLITTO

Il 1918 fu l’anno delle grandi controffensive. Americani, Inglesi e Francesi attaccarono i Tedeschi e li costrinsero ad abbandonare  la Francia e il Belgio.

Sul fronte italiano si registrò invece, dopo il blocco dell’avanzata austriaca sul Piave, la sconfitta definitiva a Vittorio Veneto. Il 4 novembre 1918 entrava in vigore l’armistizio tra Austria e Italia, firmato il giorno prima a Villa Giusti, nei pressi di Padova. Era la fine della dinastia asburgica: qualche giorno dopo Carlo I abbandonò il territorio dell’Austria, che si proclamò repubblica.

Anche la Turchia era stata costretta a cedere alla fine di ottobre.

In Germania il kaiser Guglielmo II avrebbe voluto continuare la guerra a oltranza, ma imponenti manifestazioni operaie lo costrinsero alla fuga in Olanda. Fu proclamata allora la repubblica che prese il nome dalla città di Weimar.

Nel frattempo le truppe alleate erano entrate in Grecia e, raggiunto il confine tedesco, la Germania si era vista costretta a invocare la resa (11 novembre 1918).

Intanto si arrendeva anche la Turchia.

La Prima guerra mondiale era finita con la vittoria dell’Intesa. I problemi che ne derivarono furono non solo quelli dei trattati di pace, ma anche quelli, ancora più difficili, di un generale riassetto della società e della ricostruzione morale e civile del mondo.

I trattati di pace

Il 18 gennaio 1919 si aprì a Parigi la Conferenza di pace, a cui partecipano di diritto i rappresentanti delle molteplici nazioni vincitrici del conflitto, escludendo ovviamente le potenze sconfitte. Scopo della conferenza era il riassetto politico e istituzionale dei paesi coinvolti nella guerra e soprattutto la costituzione di un regolamento duraturo che favorisse la libertà dei popoli, la pace, e la sicurezza internazionale.

A guidare i lavori fu presidente americano WILSON, che portò con sè il suo manifesto dei 14 punti, e i primi ministri di Francia, Inghilterra e Italia, CLEMENCEAU, LLOYD GEORGE e ORLANDO.

Tra le potenze non vi era un accordo vero e proprio, se non la volontà di sanzionare più o meno pesantemente la Germania, in quanto responsabile del conflitto.

I trattati di pace furono cinque. Con la Germania fu firmato il trattato di Versailles (28 giugno 1919) che mirava non solo a ottenere restituzioni territoriali, ma soprattutto a impedire la ripresa economica della Germania e a umiliare il popolo tedesco. Venne pertanto stabilito che la Germania:

1.      restituisse alla Francia l’Alsazia e la Lorena, territori francesi sottratti nel 1871;

2.      venisse privata di tutte le colonie in Africa e in Asia;

3.      dovesse ridurre pesantemente l’esercito e rinunciasse a qualsiasi tipo di armamento pesante;

4.      subisse l’occupaazione militare della riva sinistra del Reno e la smilitarizzazione della riva destra;

5.      cedesse le miniere di carbone;

6.      cedesse alla Polonia la zona intorno alla città di Danzica, in Prussia (si creò così il cosiddetto “corridoi di Danzica” che isolò la Prussia orientale dal resto della nazione tedesca;

7.      pagasse altissime riparazioni in denaro e merci ai vincitori;

8.      firmasse una dichiarazione di colpevolezza.

Gli altri trattati ridisegnarono la carta politica dell’Europa, e non solo, creando forti squilibri. Scomparvero tre grandi imperi: il Reich tedesco; l’impero austro-ungarico e l’Impero turco.

Si formarono Austria, Ungheria,  Cecoslovacchia e  Jugoslavia; la Polonia fu riaccorpata in uno stato unitario; l’Albania fu sottoposta alla tutela italiana.

L’Italia ottenne il Trentino, l’Alto Adige e la Venezia Giulia. Fiume fu destinata alla Jugoslavia e per questo motivo occupata da D’Annunzio alla testa di un gruppo di volontari (12 settembre 1919); la questione fu poi risolta con il trattato di Rapallo (1920).

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